Una battuta di spirito riassume il giudizio non soltanto politico: «Meglio soli che in Compagnia…delle Opere». Sorride con una punta di amarezza l’ex assessore berlusconiano, che nell’ufficio si era ritrovato faccia a faccia con la delegazione ciellina. Lui dietro la scrivania istituzionale. Loro con un bel plastico in mano, nella genuina pretesa di cieca obbedienza. Normale amministrazione. La politica (tutta?) deve «inginocchiarsi» alla fratellanza di monsignor Luigi Giussani che sconfina senza peccato nella contabilità affaristica. E’ la sussidiarietà nel regno lombardo-veneto. Patrimonio pubblico da stornare nel circuito di aziende che diventano consorzi, nella rete delle società cooperative a responsabilità limitate con la vocazione ai contributi, nella galassia di un cattolicesimo perfettamente integrato a sistema. Il «modello Formigoni» funziona a regime da lustri, in particolare nella sanità incistata dalle convenzioni. A Nord Est, si coglie perfettamente il consociativismo da Prima Repubblica che rigenera vecchi legami e insieme prefigura il federalismo dei benefit. Le notizie dell’estate 2011 rappresentano nitidamente le connessioni dei ciellini con gli «scandali» di un regime al tramonto. Il crac miliardario del San Raffaele rinvia alla sanità accreditata a senso unico: dietro la facciata dell’ospedale di don Verzé si intuisce un verminaio che fa il paio con il «ciclo del mattone» dell’Expo inContri
sabato 17 dicembre ore 18.00
gli autori dialogano con
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Alessandro Zan
assessore Comune di Padova
(libreria La forma del libro - via XX settembre - Padova)
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